sabato 2 marzo 2013

Facciamo il punto

Talvolta, guardando le statistiche messe a disposizione dalla piattaforma Google Blogger, mi capita di osservare come alcuni articoli vengano letti dall'India, dalla Russia, dal Sud e Nord America, e in tutti i paesi dell'Europa. Il blog è in lingua italiana, quindi mi scuso con i lettori stranieri che devono usare Translator (http://translate.google.com/). Sono certo, tuttavia, che alcuni spunti siano fruibili indipendentemente dalla lingua nativa e, in fin dei conti, il codice ANSI C o VHDL, non ha una specifica nazionalità!


Oggi desidero ripercorrere sinteticamente il lavoro svolto fin qui, segnalandovi il contenuto dei progetti fondamentali che sono stati presentati durante questa prima fase (Nota: per ciascun progetto trovate anche un video estratto dal mio canale YouTube http://www.youtube.com/user/liberaelettronica):

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1) Microcontrollore Low End





2) Sistema Linux per il controllo dell'Assetto e della Posizione





3) Processore di Immagini con Sensore Video CMOS





4) Esperimenti con database SRTM (Shuttle Radar Topography Mission)




Ripensando a tutto il lavoro svolto, rivivo anche i momenti di entusiasmo e fatica, ma sono contento di esserne l'autore, poiché scrivo sia per sistematizzare le mie ricerche personali, sia per condividere con voi queste esperienze :)
Vi ricordo che i codici sorgenti, gli schemi a blocchi e gli schemi elettrici, sono liberamente disponibili per tutti coloro che vorranno contribuire a migliorare, estendere o produrre, quanto fin qui sviluppato.

A presto, Ciro.



martedì 19 febbraio 2013

Il popolo del Web ...siete Voi!

Questo blog non si occupa di politica, ma di tecnologia (elettronica) e innovazione, senza dimenticare la storia delle grandi scoperte scientifiche che hanno contribuito all'evoluzione di questa fantastica specie animale che è l'Homo Sapiens.

#tsunamitour del Movimento Cinque Stelle
Nell'immagine riporto soltanto nove città italiane.
La scena, che sembra sempre la stessa,
ritrae una moltitudine di persone aggregatesi mediante la rete

...il popolo del web!

Aggiornamento del 22/02/2013

C'è, tuttavia, un fenomeno politico (Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Politica) che sta coinvolgendo un'intera popolazione ...in modo silenzioso e assordante al tempo stesso, e che non può essere trascurato sul piano tecnologico o, se volete, dell'innovazione nei contenuti, della tecnica, ma soprattutto della metodologia.

D: Adesso ti sei messo a fare politica?
R: No, io mi occupo di elettronica, ma ho tanto da dire ai miei stimati lettori. Lo faccio da quando ho aperto il blog e, quindi, non vedo perché non dovrei farlo anche adesso che siamo a un passo da un cambiamento epocale. Infine, nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza l'elettronica. O no?


Alcune riflessioni sull'elettronica in Italia

  • Il nostro paese ha sostanzialmente abdicato dal ruolo che avrebbe potuto avere e, negli ultimi venti anni o forse più, ha rinunciato ...semplicemente rinunciato a partecipare. Siamo diventati utilizzatori (o se preferite consumatori) piuttosto che maker.
  • Il divario tra Università e Aziende, è ai massimi livelli. Una dato per tutti: i giovani laureati non apportano le competenze di cui le aziende hanno bisogno. Al contrario, essi devono afffontare un lungo periodo di retraining che ha dei costi per entrambi e, purtroppo ...sono finiti i soldi facili basati sull'aumento indiscriminato del debito pubblico.
  • Molte aziende elettroniche italiane appartengono nella categoria delle Micro, Piccole e Medie Imprese, mentre la competizione internazionale è tra le grandissime corporation (si pensi alle estenuanti dispute tra Apple, Samsung e Nokia, per il dominio delle tecnologie SmartPhone). Quindi, non c'è gioco ...la battaglia è già persa. Rassegnatevi o ripensate cosa e come "fare".

Mi fermo qui, ma potrei in futuro aggiornare questa lista. E' più importante a mio avviso elaborare un focus sul futuro e cercare di comprendere come "il popolo del web" potrà concepire una strategia di sopravvivenza in condizioni così avverse. Vi illustro le mie "stelle" per l'elettronica:

Open Source coordinato

Sviluppare progetti o prodotti open-source non basta! Il web (inteso come spazio internazionale) è ormai quasi saturo di iniziative open che, tuttavia, restano spesso isolate e offuscate dal rumore di fondo che tutti i partecipanti alla rete generano inevitabilmente ...me compreso. Occorre una politica di coordinamento, democratica e ampiamente condivisa, basata sulle esigenze fondamentali (energie rinnovabili, telecomunicazioni, automazione e robotica, mobilità, servizi orientati alle persone, ecc.).

Far viaggiare le idee, non i materiali

Sono piuttosto note le stampanti 3D, che rappresentano un esempio di come sia possibile il download di un modello matematico da riprodurre localmente mediante materie plastiche (riciclabili!?) o altri materiali. Mentre, nell'informazione main-stream è quasi totalmente sconosciuto il ruolo dei Dispositivi Logici Programmabili (es. CPLD, FPGA) che svolgono il ruolo della "stampante", mentre il design (cioè l'informazione) può essere scaricata via rete. Ne ho già parlato su questo blog in passato, ma in sintesi si tratta di promuovere l'utilizzo di dispositivi elettronici che possono essere trasformati (riprogrammati) durante il ciclo di vita del prodotto, aumentandone la vita utile complessiva.

Modularità, standardizzazione e riciclo

I dispositivi elettronici sono oggetto di uno sviluppo che può essere definito, eufemisticamente, frenetico.
In realtà è in atto un gigantesco "ciclo del consumo" che, oltre ad essere ecologicamente irresponsabile, è oggettivamente insostenibile. Tonnellate di materiali pregiati vengono avviati in discarica o semplicemente dimenticati in qualche cassetto... (si pensi che gran parte dei componenti elettronici fanno uso anche di piccole quantità di metalli rari o addirittura preziosi). La normativa RAEE (Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Rifiuti_di_apparecchiature_elettriche_ed_elettroniche) si occupa di ridurre gli impatti ambientali derivanti dai prodotti elettronici considerati a "fine ciclo di vita". Tuttavia, l'incessante spinta verso l'innovazione e l'incremento delle prestazioni, determina un flusso di nuovi prodotti desiderabili che rendono i precedenti prodotti dei candidati rifiuti e, gli utilizzatori, dei "consumatori". L'obsolescenza oggettiva, quella percepita e quella scientemente pianificata, originano una semplice domanda: non sarebbe meglio rendere modulari alcuni prodotti di largo impiego, consentendo un upgrade selettivo delle sole parti obsolete? La risposta è da ricercare, oltre che nella consapevolezza individuale, anche in una politica della standardizzazione ...e non chiedetela alle multinazionali dell'elettronica!

Produrre in autonomia quel minimo di materiali che occorrono

Come ho detto, il software può essere open-source e quindi liberamente scaricabile e aggiornabile. Stesso discorso per l'hardware riconfigurabile. La modularità e gli standard di interfaccia, faranno il resto. Gli apparati elettronici avranno un ciclo di vita sensibilmente più lungo rispetto ai livelli attuali. La quantità di rifiuti elettronici tenderà a ZERO! Esiste, comunque, l'esigenza di far partecipare gli individui al processo di sviluppo sostenibile dell'informazione, della conoscenza e della cultura. Cosa fare in proposito? Attualmente, le società occidentali stanno facendo leva sulle capacità produttive dei paesi in via di sviluppo (...ex emergenti ormai emersi?), inducendo aberrazioni nella catena produttiva occidentale al limite del buon senso e dell'autolesionismo, e inducendo danni sociali e ambientali nei paesi produttori. In una società matura e responsabile, il processo produttivo dovrebbe mirare all'autosufficienza e alla sostenibilità ...anche quella sociale. Dovrebbe, inoltre, promuovere l'automazione dei processi produttivi, liberando così l'essere umano dalle attività ripetitive e alienanti.

Promuovere la conoscenza e la consapevolezza

Questo è il punto che spetta a Voi sviluppare. E' più un percorso interiore che un viaggio di svago con l'animo del turista vacanziero. E' un percorso, spesso, di sofferenza ...siete avvisati!

Qui Pianeta Terra, a presto!


giovedì 24 gennaio 2013

C'è un pinguino in laboratorio - Parte 2

22 Gennaio 2013 - Oggi è una giornata diversa dal solito. Sveglia molto presto ...alle 7:00 sono già sull'autostrada, direzione Ladispoli - Roma. Si va a fare visita alla ACME Systems S.r.l. (link)

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Sono accolto da Roberto Asquini e Sergio Tanzilli, i soci fondatori di questa azienda laboratorio davvero molto speciale. Iniziamo subito a parlare di Linux, delle interfacce di I/O, di FPGA e di una miriade di possibili applicazioni. La nebbia e la pioggia, che mi hanno accompagnato per quasi tutto il viaggio ...magicamente spariscono e una domanda mi balena nella mente: il Laboratoro ACME (intendo quello dei cartoni animati di Willy il Coyote e Beep beep) esiste davvero?
La risposta è Si, ma questa volta con prodotti elettronici funzionanti e non per razzi, casse di dinamite e trappole per pennuti ...dall'incerto esito!

da sinistra: Sergio Tanzilli, io e Robero Asquini

Roberto mi illustra tutto il processo produttivo
...dalla serigrafia delle paste saldanti al forno a fase vapore,
noto subito che i muri sono magistralmente dipinti in stile cartoon.

L'azienda è attrezzata con le più moderne tecnologie, dal reparto progettazione alla zona produzione (nelle foto sono visibili le macchine per produzione SMD), tutto viene curato nei minimi particolari e con dovizia tecnica. Un pizzico di artigianalità completa il lavoro automatizzato.

Un'operatrice altamente qualificata effettua le ultime fasi di montaggio PTH,
le ispezioni visive e i test elettrici (sullo sfondo sono visibili, a sinistra, la pittura murale
raffigurante il mitico Road Runner e, in alto a destra, una sfera a specchi che ruota lentamente ...tutto lascia senza parole, sogno o è realtà?)

Non vedo l'ora di provare il loro ultimo prodotto; la scheda Aria G25. Un microcomputer Linux Embedded di appena 40mm di lato, saldabile su di una scheda carrier anche manualmente.

Aria G25 con core ARM926 @ 400MHz

Il prodotto è pensato per concentrare su di un unico modulo engine tutti quei componenti che richiedono una tecnologia di montaggio più spinta (BGA e CSP). Infatti, nella precedente foto, potete vedere il lato top del modulo ove trovano posto: la CPU ATMEL AT91SAM9G25 (Core ARM926EJ @400MHz), la memoria RAM dinamica (128 o 256 Megabyte), il PHY Ethernet 10/100 Mbps, i circuiti di alimentazione del core, gli oscillatori, ecc. Sul PCB sono ricavati i pads metallizzati (a passo 1,27mm) che ci consentiranno di montare il modulo sia su di un PCB, come fosse uno dei tanti componenti IC, sia su di una bread-board millefori o altro supporto prototipale. Questa seconda opzione risulterà molto utile per coloro che vorranno iniziare subito a sperimentare le proprie applicazioni con questo prodotto ...me compreso!


Tux Case, l'icona  mascotte di Linux prodotta in PVC a tre colori,
è disponibile tra gli accessori forniti dalla ACME Systems S.r.l.


Il pinguino è già in laboratorio! Il Tux Case può ospitare una o più schede in pancia...
...immaginate di consegnare ad un vostro cliente un prodotto Linux con questo aspetto
oppure di mostrare agli  amici il vostro ultimo esperimento!

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Sono sulla via del ritorno, è ormai buio e la pioggia ha ripreso a cadere copiosamente, ma adesso il mio pensiero è rivolto a come descriverò a Voi amici e stimatissimi lettori, questa giornata memorabile trascorsa in compagnia di persone splendide quanto ospitali, e sulle prossime applicazioni Linux Embedded che vi presenterò in futuro. Molte novità sono in programma e mi aspetto che anche voi vogliate iniziare a conoscere le potenzialità del modulo Aria G25.


Sergio mi mostra la sua chitarra classica fai-da-te
...abbiamo parlato anche di musica e di prodotti elettronici per musicisti.
Ecco svelato il mistero della sfera a specchi (!?)


Sembra che la Città sia già invasa dai Pinguini.
Sarà forse il segnale che Linux è ormai ovunque?


Qui Pianeta Terra, dove la creatività non è solo nei cartoon, a presto! Ciro.


venerdì 18 gennaio 2013

Elevator Pitch 2013

L'Elevator Pitch non è una semplice corsa in Ascensore (http://it.wikipedia.org/wiki/Elevator_pitch). E' la corsa che cambierà la Vostra vita!

Come?

Supponete di avere una buona idea, le competenze per realizzarla e le capacità per arrivare al risultato finale, ma, come in tutte le cose della vita, occorrono mezzi, risorse e strutture, per ottenere un risultato professionalmente valido e le giuste gratificazioni finali al lavoro di squadra.
Bene! La vostra occasione sta per presentarsi. Avete l'opportunità di incontrare la persona giusta o l'organizzazione che fa per voi. Come gestirete questa opportunità?

La migliore cosa è avere con se un Biglietto da Visita? Essersi preparati un discorso forbito? Oppure, forse, è meglio aver caricato sul proprio SmartPhone un breve video che descriva la vostra professionalità, le vostre idee, le vostre applicazioni preferite e, in somma, dica tutto di voi ...in un minuto?

Si! Un minuto, non vi sarà concesso altro tempo.

Proviamo a guardare insieme il mio Elavator Pitch 2013:



Se l'idea vi sembra carina, condividetela e realizzate il vostro viaggio dei sogni!
In fin dei conti ...non costa nulla.

A presto,
Ciro.

sabato 22 dicembre 2012

Prototipazione Rapida - Parte 3

Cari amici del blog Libera Elettronica, con questo post vorrei introdurre la possibilità, riservata ai lettori fissi, di proporre dei loro articoli a completamento e/o miglioramento di articoli già apparsi in precedenza.

Diamo il benvenuto a +Daniele Poddighe che ci presenterà la sua interpretazione del modo di prototipare rapidamente una scheda elettronica, con il metodo "Toner Transfer"  da lui sperimentato. Daniele, a te la parola e grazie per aver aderito alla community:

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Realizzare PCB con il metodo del toner transfer

Materiale occorrente: una stampante laser con buona risoluzione (1200dpi va bene), ferro da stiro, basetta ramata, FeCl3 (acido), fogli di riviste, file eagle del circuito da stampare.

Procedura: apriamo il file Eagle del circuito,


Nel menu display deselezioniamo tutto tranne top (o botton dipende da quale strato volete stampare), pad, vias.



Ora andate su "stampa" e assicuratevi di aver spuntato "black" e "mirror" (se state stampando lo strato top, deselezionate quest'ultimo per il botton).


Caricate nella stampante una pagina di rivista con i bordi ben tagliati in formato A4, mandiamo in stampa e, dopo pochi secondi, avremo il nostro circuito stampato con il toner sulla carta (non toccatelo con le dita, i residui di grasso non faranno aderire il toner al rame!).


Ora ritagliamo un pezzo di basetta della dimensione del nostro circuito, con una spugnetta abrasiva strofiniamo con acqua e sapone la superficie in rame per liberarla dall'ossido e renderla ruvida, facciamo asciugare col phon, dopodiché ritagliamo il nostro circuito e appoggiamolo sopra il lato ramato della basetta. Assicuratevi che sia la parte col toner a contatto del rame altrimenti vi si attaccherà a carta al ferro da stiro, accendiamo quest'ultimo e settiamo la temperatura al massimo. Su una superficie resistente al calore applichiamo una leggera pressione sulla carta (se premete troppo il toner fondendo si schiacia e cortocircuiterà delle piste, se premete poco non si attacca, dovrete fare delle prove per trovare la giusta pressione da applicare, se sbagliate ripulite con spugnetta e acetone la basetta e riprovate).


Il ferro va sollevato prima di spostarlo su un'altro punto del circuito atrimenti se strisciate rischiate che slitti la carta danneggiando il lavoro. Dopo circa 2-3 minuti, a seconda della dimensione del vostro circuito, potete spegnere e mettere da parte i ferro da stiro, fate raffreddare la basetta.

Ora mettete il tutto in acqua per una ventina di minuti, a questo punto potete iniziare a strofinare al centro della basetta, sulla carta e con le dita, per portare via piano piano la carta di rivista, abbiate pazienza e procedete lentamente altrimenti rischiate di portare via il toner insieme alla carta!


Una volta eliminata tutta la carta fate asciugare e controllate bene le piste, nel caso qualcuna sia interrotta con un pennarello, resistente all'acido, riparate le interruzioni.


Quindi, mettiamo la basetta in un contenitore di plastica dove abbiamo precedentemente versato dell'acido (...a questo punto ogni tanto ricordatevi di agitare un po' la vaschetta e se volete potete riscaldarla a bagnnomaria per accelerare il processo di corrosione), date un'occhiata alle piste a intervalli regolari per verificare il livello di corrosione.


Una volta corroso tutto il rame non protetto dal toner, sciacquate la PCB e con una spugnetta abrasiva e del solvente, rimuovete il toner in modo da portare alla luce il rame (controllate che le piste siano integre, nel caso in cui ci siano comunque interruzioni segnate il punto per fare un ponte oppure ci saldate una resistenza da 0 ohm smd).



Ora fate i fori con una punta adeguata e saldate i componenti, il vostro circuito è completo!


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Ringrazio Daniele per la sua collaborazione e vi invito a contattarmi per pubblicare le vostre idee.

A presto,
Ciro.